Quando costruiamo un progetto di social marketing, includiamo sempre l’attività di community management senza la quale il nostro lavoro sul social sarebbe pressoché inutile.

Cos’è?

È l’attività di risposta sistematica ai commenti degli utenti ai post. Può essere sviluppata direttamente sui post della pagina, in un gruppo creato ad hoc, o la discussione può essere spostata su Messenger (fra poco anche su whatsapp grazie ad una nuova funzione di Facebook) per un rapporto più “privato” con l’utente nel tentativo di trasformarlo in cliente.

Perché è così importante?

Semplicemente perchè è la cosa più social del social.

Un social network nasce per coltivare online relazioni. Una relazione è di valore quando genera scambio, informazione, dialogo. Per questo motivo, l’algoritmo di Facebook attribuisce punteggi più alti ai post che generano nei commenti numerosi botta e risposta. E quanti più commenti vengono gestiti, più Facebook aumenta la distribuzione di quello specifico post. A tal proposito, hai già letto come funziona l’algoritmo di Facebook?

Se il post A genera così tanti commenti, probabilmente è interessante. Così Facebook decide di farlo vedere organicamente (quindi senza bisogno di sponsorizzare il contenuto) a più persone.

Se la stessa pagina pubblica un nuovo post – il post B – Facebook attribuirà al nuovo post una considerazione, un punteggio figlio di quello attribuito al post A.

Se il post A era tanto interessante, probabilmente lo sarà anche il post B.

Funziona così, a cascata. Post dopo post.
Quanto migliore sarà il trend, tanto migliore sarà la visibilità della pagina, con effetti abbastanza chiari sul business.

In foto, i numeri di una pagina presa in gestione circa 10 giorni fa, per la quale abbiamo messo in ordine informazioni e impostazioni, e iniziato l’attività di community management.

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Cosa c’è di speciale.

Molte agenzie o free lance che vendono servizi di social marketing NON fanno l’attività di community management – omettendone l’importanza al cliente – per 3 motivi.

  1. È una cosa che va fatta tutto il giorno, tutti i giorni.
  2. È noiosa.
  3. È dispendiosa (richiede risorse e tempo speso sulla pagina dopo aver pubblicato i contenuti secondo calendario editoriale, quindi un community manager)

Si, è uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo.

Semicit.

Per ogni attività esiste uno strumento.

In questi anni abbiamo svolto l’attività di comunity management in svariati modi testando diverse piattaforme web in grado di rendere efficace l’attività stessa.

Alla luce di quanto espresso desidero consigliarti tre tools in gradi di automatizzare i task e ridurre il carico di lavoro a vantaggio del risultato finale:

  1. Hootsuite
  2. Buffer
  3. PostPickr

In tutti e tre i casi, grazie ad una interfaccia intuitiva, è possibile programmare e gestire i contenuti di uno o più profili contemporaneamente, monitorare il rendimento delle attività ancora ricercare le conversazioni social in base a parola chiave, hashtag e posizione, in più lingue, per ascoltare cosa dicono gli utenti sulla tua marca, sui concorrenti e sul settore.

Provare per credere.

Nazareno Brancatello

Sono uno dei BBrothers.
La mia giornata si (s)compone tra letture, strategie digitali, test, scrittura, social media e slide.
Sono un sognatore con i piedi per terra. Mi impegno per essere un punto di riferimento credibile per il mio staff e i miei clienti.
Mi occupo principalmente di copywriting e di tutte le attività editoriali del team.
Imparo ogni giorno qualcosa di nuovo sul marketing digitale che metto a disposizione dei miei clienti.