Durante il lockdown gli italiani non hanno smesso di fare acquisti online ed è un dato che sorprende se si pensa che l’incertezza dell’economia dovuta alla crisi sanitaria ha spinto molti di loro ad essere più cauti negli acquisti. 

Lo strumento più usato per navigare e comprare è stato lo smartphone con un incremento in termini monetari pari a 12,8 miliardi di euro, 42% in più rispetto  ai 12 mesi precedenti. Lo smartphone inoltre favorisce gli acquisti di impulso, personalizzati sulla base delle informazioni salvate sul dispositivo ed è ovviamente uno strumento omnicanale, ovvero capace di stabilire una presenza nei diversi canali e piattaforme permettendo ai consumatori di comprare, interagire ed essere coinvolto in maniera simultanea e senza nessuna perdita nella customer experience.

I fattori alla base della crescita dell'e-commerce.

  1. Sviluppo nella progettazione di customer journey nativa mobile.
  2. Diffusione d’uso dello smartphone come primo strumento di ricerca.
  3. Miglioramento della connessione e della tecnologia. 

Se l’emergenza sanitaria del Covid19 ha causato gravi perdite economiche a livello mondiale, ha spinto anche il consumatore a riprogettare l’esperienza di acquisto favorendo un “salto evolutivo” del negozio online. Dall’inizio del 2020 ad oggi il web ha acquisito 2 milioni di nuovi consumatori: 1,3 arrivano direttamente dalle piattaforme di acquisto nate durante l’emergenza Covid. Il commercio sul web è il settore che crescerà di più a livello mondiale con un aumento stimato del 55%.

E-commerce di prossimità e Modern food retail

Non è un segreto che la crisi abbia obbligato noi consumatori a cambiare radicalmente alcune abitudini. Ma è davvero un risvolto negativo? 

No, assolutamente! 

Siamo riusciti in pochi mesi a ridisegnare comportamenti di acquisto che sicuramente rimaranno stabili a prescindere dalla crisi che stiamo vivendo: è una opportunità che le piccole e medie imprese non possono farsi scappare. Cambiano le nostre abitudini r cambia, anche,  il consumo di cibo.

Tra le modalità d’acquisto in crescita:

  • il modern food retail ovvero la distribuzione alimentare a domicilio
  • il click and collect ovvero la possibilità di comprare online per poi ritirare fisicamente in negozio: il “compra e ritira” è cresciuto del 349%, e ci si aspetta che nei prossimi mesi diventerà un’abitudine sempre più consolidata, poiché consente flessibilità, adattamento alle esigenze di mobilità e soprattutto distanziamento sociale. Boom inaspettato e in controtendenza con le grandi catene di distribuzione, quello che viene chiamato “e-commerce di prossimità”, con i piccoli negozi o ristoranti di quartiere che in poco tempo si sono attrezzati per distribuire i loro prodotti, sfruttando le piattaforme online, ma anche semplici tecnologie come Whatsapp, rimanendo così in contatto con i propri clienti.

E-commerce e consegna a casa sono qui per restare e saranno una componente giornaliera delle nostre abitudini anche alla fine dell’emergenza.

Negozi e ristoranti come possono tempestivamente ripensare il business?

Se avete già sviluppato un buon sito web usatelo per comunicare con i vostri clienti, informare delle misure che avete adottato per lavorare e spedire prodotti a casa in sicurezza o segnalare il catalogo dei prodotti disponibili. Assolutamente consigliate le chat di supporto, rigorosamente one to one: in questo momento il sostegno anche per piccole difficoltà è fondamentale per stabilire un rapporto di empatia e fiducia con il cliente.

Ma anche per i negozi “tradizionali” è il momento giusto per pensare allo sviluppo di una presenza online. Come? Utilizzando le diverse piattaforme di e-commerce disponibili per rendersi rapidamente operativi o appoggiandosi a chi già lo fa.  

Con le funzioni di shop su Facebook e Instagram, e le funzioni specifiche di Whatsapp Business, si può iniziare a fare e-commerce pur senza avere la propria piattaforma e senza grandi investimenti. Anche se, va detto, nulla è più performante e produttivo, soprattutto per il marketing, di uno shop sviluppato sul proprio dominio. 

E la pubblicità?

Anche la pubblicità online ha registrato un fenomeno molto importante: il costo medio della pubblicità online è diminuito, a causa della sospensione delle campagne da parte di grandi player: molti spazi solo stati lasciati liberi da grandi investitori, a favore di nuovi inserzionisti più piccoli, con budget più limitati e quindi con maggiori possibilità di visualizzazione: il CPC (costo per click) è crollato. Inoltre Facebook sta stanziando fondi pubblicitari di supporto alle piccole imprese anche italiane, per incentivare la ripartenza dei piccoli produttori. 

Oggi pensare ad una campagna pubblicitaria online costa molto meno rispetto a prima del COVID, ma questo non significa che sia sempre facile. Il fai da te in questo settore è molto usato, soprattutto sui canali social come Facebook e Instagram; social particolarmente seducenti nell’incentivare l’inserzionista a lanciare campagne Ads. Peccato che gli strumenti basici che i meno esperti possono utilizzare, non soddisfano davvero le necessità che l’imprenditore spesso non sa di avere e che un buon Social Media Advertiser conosce per ottimizzare la campagna, traendone il massimo dei benefici, ad esempio un costo per contatto molto basso, o un alto volume di click a fronte di investimenti irrisori.

Conclusioni

In conclusione, la domanda che molte aziende si pongono è se sarà possibile fare  e-commerce di qualità ai tempi del Covid. Sarà facile sopravvivere alla crisi? Il vostro ristorante saprà adattarsi al momento di incertezza magari ripensando a nuove formule come il delivery? La risposta è si, a patto che si scelga per una pianificazione ragionata e professionale delle attività di marketing digitale. 

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Elena Mistretta

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